Hard Disk, SSD e Dischi Ibridi: chi l'ha vinta?

Giorgio Borelli

Un Hard Disk Drive ed un Solid State Drive apertiPer la maggior parte degli utenti la scelta dell'unità per l'archiviazione dei dati è la più semplice nella configurazione di un pc, e prevede un solo parametro: la capacità. Infatti pochi sanno che il nostro caro Hard Disk è spesso il tallone di Achille dei sistemi informatici, è proprio lui, nella maggioranza dei casi, il componente più lento che frena l'intero sistema.

Chi esige prestazioni particolarmente elevate dal proprio sistema, deve dunque dare uno sguardo al di là dei dozzinali dischi commerciali.

In questo articolo daremo uno sguardo ai vari tipi di dischi, specificando pro, contro e a quale tipo di utenza si addicono meglio, andiamo a vederli uno per uno.

Hard Disk Drive (HDD)

Iniziamo dai più conosciuti ed usati, i dischi rigidi o Hard Disk. Come sicuramente saprete questi sono costituiti da un insieme di dischi (o meglio piatti) impilati, separati da un piccolo spazio nel quale si trovano le testine. Lo spindle (il rotore al centro) fa ruotare i piatti a velocità comprese tra 5000 e 15000 giri (più frequentemente 7200 e 5400) dipendente dal modello. Le testine leggono e scrivono i dati interagendo con la polarizzazione magnetica di microscopici elementi distribuiti sulle superfici dei piatti. Nato nel 1956, mantiene tuttora il primato di unita di archiviazione di massa più usata. I principali dati che identificano la qualità di un hdd (acronimo di Hard Disk Drive) sono: a. il Tempo di Accesso, il tempo medio che intercorre tra la richiesta di un dato e il posizionamento della testina su di questo, il suo valore si aggira tra 10 e 3 millisecondi; b. la Velocità di Trasferimento, la velocità di lettura di dati sequenziali, il suo valore è in genere compreso tra 80 e 140 MB/s; c. il buffer, una veloce memoria cache che velocizza molto la disponibilità di dati richiesti frequentemente, la sua capacità ad oggi è compresa tra 16 e 64 MB. I punti di forza di questo genere di dispositivi sono capacità, fino a 4000 GB ad oggi; durata: teoricamente potrebbero durate sufficientemente a lungo da divenire tecnologicamente obsoleti, ma in realtà l'usura dei componenti spesso causa guasti inattesi e improvvisi; costo, grazie all'enorme diffusione e produzione è stato possibile abbatterne il prezzo. Ma anche i contro sono parecchi: degrado delle prestazioni proporzionale alla frammentazione dei dati, dovuto ai tempi di accesso; sensibilità agli urti, uno scossone adeguato può far collidere la testina con un piatto danneggiandolo gravemente; il consumo energetico, che si aggira intorno a 10 Watt in lettura/scrittura, lo sviluppo di calore, che rende il disco particolarmente caldo, spesso fino a temperature superiori a quelle limiti per il corretto funzionamento, il rumore dovuto alla rotazione dei piatti e al movimento delle testine che si aggira intorno ai 30 dBA. Questo tipo di dischi è dunque indicato per chi non cerca particolari prestazioni e per chi ha necessità di elevate capacità, ed è sconsigliatissimo per l'uso in movimento (tablet, netbook e simili).

 

Solid State Drive (SSD)

Questo nuovo tipo di unità, impropriamente chiamata disco (non contiene niente di assimilabile a un disco) è probabilmente destinata a soppiantare gli attuali Hard Disk. Evitando i tecnicismi, è sommariamente un insieme di unità flash ad alte prestazioni, gestite da un sofisticatissimo controller che le gestisce nel modo migliore. Ha parecchie caratteristiche che la rendono particolarmente "appetibile": velocità di scrittura e lettura nell'ordine di 250 MB/s costanti, non influenzata dalla frammentazione in lettura, un po’ in scrittura; tempi di accesso nell'ordine dei decimi di millisecondo; bassissimi consumi, nessun rumore e poco calore sviluppato; elevata resistenza agli urti e minori possibilità di guasti per la mancanza di meccanica. Purtroppo anche questa ha dei difetti: le unità flash hanno un numero limite di cicli di scittura\lettura superato il quale cessano di funzionare, questo limite si aggira tra 10.000 e 1.000.000 di cicli per bit, ma i moderni controller implementano particolari algoritmi statistici per evitare di utilizzare troppe volte lo stesso bit, e quindi secondo le società produttrici, i moderni SSD dovrebbero avere durata paragonabile a quella degli Hard Disk classici; inoltre queste unità hanno costi particolarmente elevati e capacità limitate, sono consigliati dunque a chi cerca prestazioni eccellenti e sicurezza in movimento (sono già in uso in molti netbook e in tutti i tablet). SSD di piccole dimensioni dovrebbero essere usati per il Sistema Operativo e le applicazioni e i dati più frequentemente usati per migliorare nettamente le prestazioni di ogni computer.

 

Dischi Ibridi (H-HDD)

Questi dischi, via di mezzo tra Hard Disk e SSD come suggerisce il nome, hanno l'obiettivo di colmare le lacune prestazionali degli Hard Disk senza sacrificare la capacità, ed evitando di far alzare troppo il prezzo. Sono essenzialmente Hdd a cui viene aggiunta una memoria flash da circa 4GB con la funzione d cache avanzata con funzioni di apprendimento: dopo i primi utilizzi l'unità apprende quali dati vengono utilizzati per il boot del sistema operativo e caricherà questi nella cache prima dello spegnimento, in questo modo il successivo avvio sarà nettamente più veloce. Inoltre l'unità mantiene in cache i dati statisticamente più richiesti in modo da velocizzarne l'accesso. Prodotti per lo più dalla Seagate questi dischi hanno avuto grandi difficoltà ad immettersi nel mercato perché sconosciuti ai più, nonostante abbiano dimostrato di essere più veloci dei famigerati Velociraptor della Western Digital (almeno la nuova serie) e con minori costi, consumi e rumori. Destinati a chi non si fida delle delicate memorie flash, ma cerca velocità e capacità a costi accettabili, sono il giusto compromesso per ogni utente, sia per lavoro che per navigare in rete, questi dischi mantengono la promessa di velocizzare le operazioni più abitudinali di ogni utente. Non per nulla la Seagate crede più in un futuro fatto di dischi ibridi che non di SSD, nonostante gli siano inferiori per prestazioni.

 

N.B. Questo articolo è stato scritto da Cosimo Meli, studente di Fisica e presto editor sul blog d'Informaticando.NET. Desidero ringraziarlo per la sua collaborazione a nome mio e di tutti gli utenti che mi seguono, grazie a lui ed al suo stile ricercato che denota la sua grande passione per l'informatica, troveremo nuovi articoli ed informazioni utili a tutti.

 

Chiunque voglia aggiungere qualcosa o chiedere ulteriori chiarimenti su "Le principali unità disco di archiviazione di massa, pregi e difetti", può farlo tramite i commenti, ogni vostro contributo alla discussione sarà gradito e contribuirà ad una crescita comune.

Categorie: Hardware

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