Recuperare hard disk andato in crash mettendolo nel congelatore

07-gen-2010Giorgio Borelli

Cercare di recuperare un'hard disk crashato mettendolo nel congelatoreIl vostro Hard Disk si è rotto all'improvviso, vi ha mollato sul più bello e non vuole più saperne di funzionare. Oh mamma! avevo un sacco di dati importanti li dentro, e adesso che faccio.

 

Non facciamoci prendere dal panico, può darsi che c'è una soluzione "artigianale" in grado di toglierci dai guai senza farci spendere chissà quanti soldi con costosissimi interventi di Ditte specializzate nel recovery di dati.

 

Se il vostro Hard Disk è andato in Crash, e non avete fatto le copie di backup (vedere "Le cause più comuni di perdita dei dati"), siete davvero in un brutto guaio, e più importanti sono le informazioni che il vostro Hard Disk conteneva più brutto sarà il vostro guaio. Prima di strapparci i capelli però, possiamo provare un trucco che forse ci consentirà di recuperare quanto meno i nostri dati, il trucco consiste nel mettere l'Hard Disk nel freezer, si avete capito bene, mettiamo il nostro amatissimo disco fisso nel congelatore per cercare di recuperarlo.

Andiamo a scoprire esattamente come procedere, e sopratutto vediamo se questo trucco è realmente efficace o è semplicemente una bufala.

 

 

Se il vostro Hard Disk è danneggiato, ed ha cominciato a fare il classico rumore "TRUNK TRUNK TRUNK" (a carretto lo chiamo io), molto probabilmente in seguito ad usura, sbalzo di tensione o una botta accidentale, il vostro Hard Disk è andato in Crash, ciò vuol dire che la testina del lettore dell'Hard Disk è caduta rovinosamente su uno dei piatti del disco, danneggiandolo irreparabilmente. Dovete sapere che l'Hard Disk funziona un pò come i vecchi giradischi, possiede tanti piatti su cui immagazzina i dati ed una testina che si va spostando per leggerli, la testina però non appoggia fisicamente sul piatto ma si discosta da esso di pochissimo, e legge i dati a livello magnetico, quindi il crash dell'hard disk è proprio la caduta fisica della testina sul piatto.

 

E' anche possibile che il vostro Hard Disk presenti dei settori danneggiati, rilevabili tramite programmi di chek-up sull'Hard Disk, in questo caso sarà il disco ad essere danneggiato è la testina non riuscirà ad accedervi in lettura e scrittura.

 

Un'Hard Disk dannegiato in questo modo è inutilizzabile o almeno lo è fino a quando la testina non accede ai settori danneggiati del disco, in quel caso si surriscalda e và in blocco. Spesso il Sistema Operativo durante la fase di boot rileva che c'è qualcosa che non và sull'Hard Disk ed avvisa con un warning, dicendo di fare al più presto un backup, ma come spesso accade ce ne freghiamo, sino a quando non succede la catastrofe.  

 

Ma torniamo a noi ed al nostro Hard Disk nel congelatore, voglio raccontarvi la mia personale esperienza: "Stavo guardando un video, quando tutto ad un tratto sento un toc, il video si blocca ed il computer non risponde più a nessun comando, mouse niente, tastiera niente, ctrl+alt+canc niente, esc niente, alt+F4 niente, niente di niente, ho dovuto riavviare premendo il tasto reset. Il computer sembrava avviarsi normalmente quando giunti alla schermata del logo di XP, l'Hard Disk cominciava a fare uno strano rumore e dopodichè si riavviava nuovamente. Non volevo crederci ma sapevo che mi era crashato l'Hard Disk. Anche se era l'Hard Disk primario non avevo dati particolarmente importanti sul disco, poichè uso quella macchina come stazione multimediale, ciò nonostante decisi di provare un trucco di cui avevo sentito parlare per cercare di recuperare qualche dato, ovvero Mettere l'Hard Disk nel congelatore."

 

Via anticipo subito che a me non ha funzionato, ma l'espediente si svolge pressapoco in questo modo:

 

  • - scollegate l'alimentazione del vostro PC, togliete il case e dopodichè smontate l'Hard Disk andato in crash;
  • - mettetelo in un sacchetto isolante, tipo cuki gelo per intenderci e chiudetelo ben per benino in modo da non fargli prendere umidità, acqua o pezzettini di ghiaccio;
  • - posizionate l'Hard Disk nel freezer e lasciatelo lì per 4-5 ore
  • - infine togliete l'Hard Disk dal congelatore e rimontatelo immediatamente prima che torni a temperatura ambiente
  • - l'Hard Disk dovrebbe ripartire ed avere un'autonomia tra i 15-30 min circa, tale da permettervi il recupero dei dati più importanti

 

Come vi ho anticipato a me non è andata bene, anche se il rumore si è abbassato e si è portato un pò più avanti nella fase di boot, l'hard disk continuava a bloccarsi poco dopo. Secondo me però l'espediente del disco fisso nel congelatore non è del tutto una bufala e và considerato a seconda della gravità del caso, infatti l'hard disk và in blocco non tanto per i settori danneggiati a cui non riesce ad accedere, quelli non li legge punto e basta, ma più che altro per il surriscaldamento causato dalla sua meccanica danneggiata, mettendo l'hard disk nel congelatore abbassiamo notevolmente la sua temperatura e questo dovrebbe consentire di lavorarci sù quel tanto che basta per recuperare quanto meno i dati. Nel mio caso penso che il crash dell'hard disk sia stato talmente grave da non consentire il recupero nonostante l'abbassamento della temperatura, ma questo è stato un caso, leggo di gente che spergiura che funziona.

 

Non ci resta che continuare a provare, vi invito a dire la vostra e raccontare la vostra esperienza se anche voi avete provato a mettere l'Hard Disk nel congelatore, fatemi sapere se ha funzionato o meno, magari qualcuno nel prendere l'hard disk dal freezer, tra pisellini surgelati e pesce lesso, sbagliando avrà agganciato un bel merluzzo congelato alla scheda madrè, dicono che il merluzzo contenga molto fosforo e che questo aiuti la memoria chissà che non ci abbia guadagnato in termini di spazio, voi che ne dite?

 

 

Chiunque voglia aggiungere qualcosa in merito all'argomento, porre una domanda o dare un suggerimento, ogni commento è ben accetto.

Categorie: Hardware | Recovery

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Commenti (16) -

io sono ha riuscito a recuperare più di una volta i dati da hard disk crashati utilizzando i blocchetti refrigeranti (quelli per i frigo portatili).

in pratica si smonta l'hdd in modo ke sia più facile l'operazione e ci si appoggia sopra il blocchetto refrigerante, facendo comunque in modo che l'acqua non venga a contatto con la parte elettrica dell'hdd)

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Ciao Andrea,
grazie veramente per il tuo contributo, sicuramente usare i blocchetti refrigeranti, come hai fatto tu, per raffreddare l'Hard Disk anzichè metterlo nel congelatore, è sicuramente più comodo e veloce.

Il concetto però resta sempre lo stesso, ovvero, abbassare la temperatura del disco fisso di quel tanto che basta per consentire il recupero dei dati prima che il surriscaldamento causato dal danneggiamento lo porti ad un blocco totale.

Ma, toglici una curiosità, dopo che raffreddi l'hard disk e recuperi i dati, che tempi di autonomia di funzionamento ti dà? Oppure riesci proprio a recuperarlo (mi sembra difficile)?

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Ma i "blocchetti refrigeranti" li hai messi anche tu 4-5 ore prima di attaccare l'hard disk al drive oppure li hai messi nel momento stesso che hai attaccato il cavo (IDE o SATA che sia) all'hard disk.

Inoltre, solo sulla parte superiore dell'hard disk o anche sulla parte inferiore?


Grazie

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Non capisco se fai dello spirito o meno?

Sai ogni tanto bisogna parlare anche di qualcosa di leggero, e questo dell'hard disk nel freezer mi sembrava un argomento "spassoso".

Ad ogni modo c'è un pizzico di verità e desidero risponderti ugualmente, lo scopo è quello di abbassare "al meglio" la temperatura dell'hard disk nella speranza che detta temperatura più bassa permetta al disco fisso corrotto di resistere un pò per recuperare qualche dato, tutto qua. Per abbassare la temperatura, non credo che basti appoggiare il blocchetto refrigerante pochi secondi prima di attaccare l'hard disk alla motherboard, poi ognuno può fare gli eperimenti che vuole, magari tenere il blocchetto anche durante il funzionamento, metterlo davanti, dietro, di lato, due per volta e così via.

Secondo me è un palliativo, e ribadisco che a me non ha funzionato, le tecniche serie di recovery sono ben altre, però il concetto non è sbagliato ed in taluni casi potrebbe anche funzionare, c'è chi sostiene che funziona.

Tu perchè non ci racconti la tua?

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Direi che questa soluzione proposta è interessante. Vorrei far presente ai profani o a coloro che hanno scarse nozioni elettroniche e meccaniche. che la variazione di temperatura provoca alterazione nei materiali. Un metallo, quando si scalda, si dilata mentre quando si raffredda ritorna alla sua forma originale. Stessa cosa  dicasi per la componentistica elettronica (resistenze, condensatori, chip integrati) che all'aumentare della temperatura alterano i valori di conduttività elettrica dei materiali. Ricordo il mio primo corso di informatica con i vecchi microcomputer Commodore 64, CBM e Olivetti M20 che erano stati messi in una stanza nella quale non veniva attivato il riscaldamento, proprio perché in questa maniera le funzionalità dei dispositivi erano ottimali ed in più si agevolava il raffreddmento degli stessi. Anche realtà attuali con server sofisticati utilizzano stanze climatizzate per evitare che l'ambiente, d'estate, si surriscaldi eccessivamente e i sistemi di raffreddamento dei server non riescano più ad assolvere al loro compito.
Tornando alla soluzione proposta, qei dei blocchetti di ghiaccio non è un'idea sbagliata, puo agevolare a dissipare il calore del coperchio del disco fisso, ma il fatto è che il surriscaldamento interno rimane, benché sia sottovuoto. Mentre, lasciando nel freezeer il disco per 4-5 ore come ha suggerito Giorgio, si raffeddano anche le parti interne ottenendo quindi un'escursione di tempo maggiore prima che arrivi il surriscaldamento da funzionamento.

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Benvenuto Andrea,
grazie molte per la tua delucidazione ed approfondimento, fà sempre piacere leggere il parere di un esperto, a maggior ragione se lo trovi d'accordo con quanto da te scritto Smile.
Preciso però che la soluzione di raffredare il disco rigido tramite il congelatore per evitare un veloce surriscaldamento in caso di meccanica malfunzionante non è mia, diversi ne hanno parlato su internet, io l'ho solo applicata ahimè! sulla mia pelle, dopo che il mio hard disk è crashato all'improvviso, decidendo però d'illustrare la mia esperienza ed i risultati ottenuti attraverso questo articolo.

Da sempre il tema del raffreddamento delle componentistiche elettroniche è una spina nel fianco di questo campo, spesso determinate prestazioni e soluzioni non sono raggiungibili proprio a causa della mancanza di un raffreddamento adeguato. Ovviamente certi trucchetti casalinghi come quello esposto per l'HD, esulano da trattazioni più avanzate come quelle che illustra Andrea, il fatto è che però il concetto è lo stesso, è fisica c'è poco da fare, l'agitazione degli atomi aumenta con il calore e rallenta con il freddo, ecco perchè i materiali dilatano e disperdono energia con il calore.
Ricordi Andrea quando da ragazzini dopo ore ed ore di gioco si metteva l'alimentatore del caro commodore 64 nel freezer per farlo raffreddare più velocemente e riprendere così prima a giocare ...ah! che tempi Frown.

Grazie ancora per il tuo intervento chiarificatore, invito anche gli altri utenti a raccontare il loro punto di vista, ciao e alla prossima.

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Cosimo Meli
Cosimo Meli says:

Salve a tutti, ho trovato davvero interessante questa "tecnica" della refrigerazione, anche se nutro seri dubbi sulla reale possibilità di riuscire a farci qualcosa con un hdd in quelle condizioni. Vorrei solo correggere un'affermazione: secondo le mie fonti l'ambiente dell'hard disk non è sotto vuoto ma c'è aria, ovviamente aria pura a bassissimo contenuto di polveri, ed è proprio quella che grazie alla rotazione dei dischi genera un cuscinetto che tiene la testina appena qualche nanometro sopra i dischi. Ed è proprio questa tecnica, inizialmente imperfetta, che causava l'elevata "mortalità" dei dischi. Ad oggi la meccanica non riesce a tenere un "pezzo di ferro" a questa distanza così piccola e si ricorre ancora al cuscinetto d'aria. Inoltre l'aria funge da mezzo per la diffusione del calore verso l'esterno. Se volete le prove in alcuni modelli di hdd non proprio recenti c'è un foro con un filtro che veniva usato per il passaggio dell'aria (probabilmente non riuscivano a impedirne l'uscita).

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Bentornato Cosimo,
ormai posso considerarti un utente veterano d'informaticando, con i tuoi interventi da utente esperto fornisci spesso un chiarimento ed un approfondimento sugli argomenti trattati che tornano utili a molti.

Passiamo però all' Hard Disk ed al suo raffreddamento, o meglio ad Hard Disk sottovuoto o con aria visto che è stato toccato questo tasto.

Ahimè! Andrea, mi sà tanto che Cosimo ha perfettamente ragione, gli Hard Disk non sono sottovuoto bensì vi è dell'aria al loro interno, possibilmente ad una pressione leggermente più elevata di quella dell'ambiente esterno per evitare l'intrusione di particelle, in particolare di polvere.
In rete, su vari forum e blog vi è un aperto dibattito sul fatto che gli Hard Disk siano sottovuoto o meno, pertanto mi prendo la briga di fornire un link nel quale potrete vedere un video dell'Ingegnere Bill Hammack nel quale spiega in maniera esaudiente ed aldilà di ogni ragionevole dubbio il funzionamento completo di un Hard Disk, anche a livello elettromagnetico e di lettura dei dati, eccovi il bellissimo video "Hard drive teardown" di Bill Hammack: www.engineerguy.com/videos/video-harddrive.htm

Infine, ricordo a Cosimo che nessuno qui ha detto che questa tecnica di refrigerazione dell'HD funziona, io ho solo riportato la mia esperienza, che fra l'altro ha dato esito totalmente negativo, pertanto anche io sono convinto che nella stragrande maggioranza dei casi non funziona, tuttavia ribadisco che però il concetto teorico è corretto e potrebbe anche funzionare se le le condizioni dell'Hard Disk non sono critiche.

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Cosimo Meli
Cosimo Meli says:

Già che mi sono intromesso vorrei aggiungere un'altro dettaglio: bazzicando nel sito Western Digital mi sono imbattuto nelle specifiche tecniche di un Caviar Blue, e nella sezione riguardante le temperature recita chiaramente che l'intervallo di temperature entro cui il disco dovrebbe trovarsi durante l'uso è 0-60 ºC mentre quando spento può stare fino a -40. Con questo voglio evidenziare (e mettere in guardia qualche smanettone) che raffreddare l'hdd nel freezer (che in genere ha temperature sotto lo 0) e subito dopo usarlo può essere pericoloso (ovviamente se è già rotto, eventuali altri danni sono trascurabili Tong) poiché se le basse temperature riducono il rumore termico e favoriscono la mobilità elettronica nei componenti elettronici lo stesso beneficio non hanno le componenti meccaniche, che invece ne risentono negativamente.
Per cui tornando alla critica (che tanto mi piace) vedo in questa tecnica più fortuna e casualità che rigore scientifico.
Se qualcuno vuole smentirmi, sappia che sono sempre pronto a imparare, e aggiungo che in quanto studente universitario di Fisica, ogni ulteriore conoscenza non può che aiutarmi. Bye

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Concordo, è una tecnica da rimedio della nonna che non port quasi a nulla, da tentare solo in caso di Hard Disk andato, ed io lho provata solo perchè ne avevo letto qualcosa su internet.

Considerando cmq che ogni tanto si sente il bisogno di scrivere e parlare di un argomento leggero e non tecnico (o scientifico se preferisci), parlando parlando, stanno uscendo fuori tante informazioni interessanti, ognuno dice la sua, si ricerca e si approfondisce, e così si scoprono tante cose nuove sia per gli studenti di fisica che di educazione fisica, di certo qualcosa di buono l'ha portato sicuramente Smile.

Per quel che riguarda la critica questa è sempre ben accetta se costruttiva, desideravo solamente puntualizzare che i dubbi che nutri tu sulla sua efficacia li nutro anche io e che mai ho affermato che funzioni ma solo che su base teorica può avere un suo perchè.

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Massimiliano Arenare
Italia Massimiliano Arenare says:

Provato almeno due volte con successo, prima congelatore e poi blocchetti per mantenerlo a bassa temperatura, in antrambi i casi copiati svariate diceine di gb di dati! Premetto che prima di metterli nel Freezer riuscivo a  copiare solo pochi dati e poi si bloccava facendo stonk stonk stonk.....giudicate voi....

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Giorgio Borelli
Italia Giorgio Borelli says:

Ottimo, considera sempre però che dipende sostanzialmente dalle condizioni dell'Hard Disk, se questo è seriamente compromesso, credo che non ci sia freddo che tenga.
Sebbene rimane un metodo "artigianale", la tua testimonianza è comunque molto importante, dimostra che raffreddare l'hard disk consente in taluni casi di aumentare i tempi di accesso quel che basta per recuperare parte o la totalità dei dati.

Grazie di aver condiviso la tua esperienza, alla prossima, Giorgio.

P.S. a me non ha funzionato Frown.

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Giovanni
Giovanni says:

Faccio il tecnico informatico da più di 15 anni,questa tecnica la conosco da moltissimi anni e non si tratta di una bufala,purtroppo però nella maggior parte dei casi non funziona,ho provato tantissime volte quando ormai la situazione era disperata di adottarla,diciamo che da circa 10 anni a questa parte mi è andata bene 4-5 volte!spero che la mia esperienza chiarisca ulteriormente la questione!ciao a tutti

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Ciao Giovanni,
grazie moltissime per la tua testimonianza, la tua esperienza è sicuramente fonte di chiarimento su questa tecnica così controversa; ci stai confermando che sebbene con una bassa percentuale ci sono stati dei casi di successo dell'hard disk nel congelatore, quindi abbiamo una testimonianza reale che l'aspetto fisico e la pratica coincidono.
Dobbiamo però aggiungere che con il grado di tecnologia oggi raggiunto per i sistemi di archiviazione ed i costi contenuti, non è certo il caso di perder più molto tempo dietro ad un hard disk crashato, a meno di non aver dati preziosi da recuperare (allora si tenta la qualsiasi), quindi meglio prevenire con dei backup giornalieri.

Grazie ancora del tuo prezioso intervento, torna pure quando vuoi, saluti Giorgio.

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Buongiorno! Riesumo il post per apportare la mia esperienza: un HDD alla fine delle sue ore di vita, si rompe in coincidenza con un'altro evento di degradamento dello stesso array. L'ho messo in congelatore 40 minuti circa, all'interno di una busta ermetica (quelle trasparenti per l'aeroporto) e -dopo averlo tolto dal congelatore- ho avviato il cloning dell'HDD rotto con dd_rescue su un altro HDD vergine. Ora il disco sostitutivo è partito senza alcun problema, dopo un'ora abbondante di ricostruzione del filesystem.

Le mie nozioni di fisica non sono eccellenti, ma quanto alla soluzione con i blocchetti refrigeranti penso che sia rischiosa, in quanto anche proteggendo l'HDD dal contatto con liquidi, sarebbe difficile se non impossibile, prevenire la condensa sul dispositivo vista l'escursione termica dello stesso rispetto alla temperatura ambientale. Continuerei a optare per congelamento "per intero" del device, e dell'utilizzo a temperatura ambiente piu bassa possibile. E' vero: anche cosi può creare condensa, ma mantenerlo freddo con dei blocchetti peggiora la situazione.

Per coloro che -arrivati su questo post- fossero in panico a motivo di una recente "perdita", ricordo che in questi casi è sempre meglio utilizzare l'HDD danneggiato unicamente per la clonazione (molto consigliato dd_rescue, gratis e appositamente studiato), in quanto ogni ulteriore utilizzo (nel vano tentativo di recuperare i dati) potrebbe danneggiarlo maggiormente. Clonare l'HDD permetterà di avere comunque il "salvabile" su un HDD che può essere manipolato senza ulteriori rischi, e di far girare il meno possibile l'HDD danneggiato.

Grazie a tutti coloro che hanno contribuito, e all'autore.

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Ottimo davvero Michele,
complimenti per il tuo commento, chiaro, pulito e soprattutto utile; importante la tua precisazione sul fatto che un hd danneggiato và recuperato facendone la copia (clonazione) su un hard disk funzionante (meglio se nuovo).
Il tuo intervento tornerà sicuramente utile agli utenti che si trovano in difficoltà con hd  malfunzionanti.

Grazie del tuo contributo, torna pure quando vuoi, saluti Giorgio.

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