JPEG lo standard più diffuso e usato per la compressione dei file multimediali

di: Giorgio Borelli - del: 17 June 2010
Filed Under: Grafica

JPEG (Joint Photographics Experts Group) e MPEG (Motion-JPEG)Uno dei problemi che da sempre affligge l'informatica è l'ottimizzazione dello spazio per la memorirazzione dei dati, pensate ai primi personal computer che possedevano hard disk di pochi mega byte (quando ce l'avevano), e si andava avanti a via di floppy ed ottimizzazione dello spazio, allora si stava attenti anche al singolo byte.

Oggi le cose sono decisamente cambiate e sia la potenza di calcolo che la capacità di archiviazione dati hanno raggiunto livelli impensabili sino ad un decennio or sono. Sebbene lo spazio a nostra disposizione sia aumentato in maniera esponenziale, e certamente non stiamo più li a preoccuparci se dei file obsoleti continuano a sostare sul nostro PC occupando centinaia e centinaia di preziosi Mbyte, la necessità di ridurre il peso occupato dai file è sempre presente, e non rappresenta una mera ed esclusiva questione di spazio, i vantaggi di un file più leggero sono molteplici, mi riferisco in particolare ai file multimediali, notoriamente pesanti. Riuscire a ridurre la dimensione dei file immagini, audio e video con una perdita accettabile dell'informazione che esso possiede, rappresenta un buon compromesso che comporta una riduzione dello spazio occupato, del tempo impiegato per il trasferimento ed elaborazione, della facilità di gestione; insomma tutta quella serie di vantaggi strettamente legate ad un alleggerimento delle dimensioni del file.

 

Uno dei primi e tutt'oggi più diffusi standard per la compressione dei file multimediali è lo standard JPEG, tutti lo conosciamo, tutti lo usiamo, ma pochi danno merito a questo fantastico metodo di compressione, che ci consente di ridurre notevolmente le dimensioni dei file multimediali ed usarli con disinvoltura, andiamo scoprirne qualche cosa di più.

 

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Quando e come disabilitare il ViewState

di: Giorgio Borelli - del: 06 June 2010
Filed Under: ASP.NET

Disabilitare il ViewState per non appesantire la paginaIl protocollo HTTP consente la navigabilità in internet, quando il browser (il client) chiede di visualizzare una pagina ad un dato indirizzo, il web server risponde inviandogliela, questo meccanismo però è senza stato, ovvero tra la richiesta di una pagina web e le successive non vi è alcuna relazione o dipendenza, il server scarica la pagina sul client e libera tutte le risorse non tenendo alcuna informazione su di essa, si dice che il protocollo http è stateless.

 

Sin quando si tratta di visualizzare delle semplici pagine html contenenti soltanto foto e testo questo meccanismo và più che bene, anzi è particolarmente performante poichè non impegna la banda e le risorse del server, ma col crescere d'internet un sito web è diventato una vera applicazione web, dove mantenere le informazioni tra una richiesta e l'altra è un'esigenza fondamentale per implementare funzionalità più avanzate, ecco allora che il protocollo http con la sua natura stateless mostra tutta la sua limitazione.

 

Nell'evoluzione dei linguaggi orientati al web si sono trovate ed adottate diverse soluzioni per sopperire alla mancanza di stato di http, ed anche ASP.NET ovviamente implementa tutta una serie di meccanismi per la "Gestione dello Stato", troviamo: i campi hidden, i cookies, il ViewState, le Session, l'Application; tutti con i propri pregi e difetti, o meglio con le proprie caratteristiche per essere usati adeguatamente a seconda del contesto. Tra questi meccanismi di Gestione dello Stato, un'importanza particolare è rivestita dal ViewState, abilitato di default sui controlli e sulle pagine aspx, tramite esso è possibile recuperare lo stato di un controllo tra un post back e l'altro. Non sempre però il ViewState è utile, ci sono casi in cui non serve, e disabilitarlo allegerisce la pagina di un sovraccarico inutile, allora, quando e come disabilitare il ViewState?

 

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Tre bellissimi libri di letteratura informatica sul mondo degli Hacker

di: Giorgio Borelli - del: 31 May 2010
Filed Under: Libri

Recensione di tre libri sul mondo degli HackerE dopo non poca fatica, eccoci giunti ai fatidici primi 100 post d'Informaticando.NET, per festeggiare questo mini-traguardo, ho deciso di dedicare al centesimo articolo un'argomento un pò OT (off topic) dai soliti temi trattati, desidero infatti parlarvi di tre libri che ho letto riguardante il mondo degli hacker, a mio avviso dei bellissimi bestseller.

 

Prima però di entrare in questa mia personale recenzione, ci tengo a precisare che il termine Hacker viene erroneamente associato alla figura di un delinquente informatico, capace con la sua abilità col computer e le conoscenze tecnologiche di bucare qualsiasi sistema per rubare soldi e/o informazioni, o ancora come un egocentrico geek capace soltanto di creare virus con il solo scopo di recare danno agli altri.

 

Purtroppo i mass-media ed il mondo cinematografico ci hanno inculcato questa visione negativa dell'Hacker, nulla di più lontano dalla verità, un Hacker è ben altro, un Hacker è una figura positiva, mossa dalla voglia di conoscenza e curiosità, alla continua ricerca e studio per scoprire cose nuove e metodi utili che possano essere messi anche al servizio degli altri, menti brillanti appassionati di tecnologia e di serrature, alla continua scoperta di cosa ci stà dietro la porta. Precisiamo quindi che un Hacker è una figura positiva mentre il suo opposto, colui che usa le sue conoscenze informatiche per rubare o far danno viene definito Cracker, o ancora nelle community si distingue in White Hacker e Black Hacker. Certo la linea di confine tra essere un Hacker o un Cracker può essere molto sottile, e come in tutte le cose della vita spetta a noi decidere da che parte stare, e che uso farne dei nostri mezzi e delle nostre conoscenze. Tutto questo viene raccontato in tre fantastici libri dedicati agli Hacker, ve desidero descrivervi qui di seguito.

 

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Come configurare un'applicazione web ad utilizzare le versioni di ASP.NET successive alla 2.0

di: Giorgio Borelli - del: 23 May 2010
Filed Under: ASP.NET

Impostare la versione di ASP.NET in Internet Information ServerIl Server Web di casa Microsoft, Internet Information Server (IIS) soddisfa le richieste di pagine e risorse da parte dei browser (i client), e per farlo correttamente necessità di essere opportunamente configurato, in particolare per le applicazioni web sviluppate con tecnologia ASP.NET, bisogna selezionare l'opportuna versione del .net framework con cui l'applicativo è stato realizzato, questo però non succede con la versione 3.5 di ASP.NET, andando nel pannello di IIS per la configurazione di ASP.NET, nel menù a tendina non è presente la voce relativa a questa versione del framework, come mai?

 

Andiamo a scoprire perchè in IIS non è possibile impostare la versione 3.5 o la 3.0 del .NET framework e come possiamo fare per usarla nelle nostre applicazioni web.

 

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Autenticazione e Protezione di una rete Wireless

di: Giorgio Borelli - del: 18 May 2010
Filed Under: Reti, Sicurezza Informatica

i tipi di accesso ad una rete WireLess

La magia del Wireless non sempre è accompagnata da un'adeguata protezione, è facile trovare una rete WiFi aperta al quale potersi connettere, e come minimo navigare un pò a scrocco dell'ignaro padrone del segnale, ma fin qui nulla di particolarmente grave, le cose si complicano quando qualche male intenzionato entrando nella nostra rete WiFi intercetta il nostro flusso dati o entra in qualche cartella o disco condiviso carpendo le nostre informazioni, inutile aggiungere che a seconda dell'importanza dei dati rubati il danno potrebbe essere immenso.

 

Via via che il Wireless Fidelity (WiFi) si diffondeva, l'esigenza di sicurezza cresceva sempre più, si sono così messi appunto dei sistemi di autenticazione e di crittografia appositi per le reti Wireless, oggi la maggior parte dei router e adattatori wireless per pc supportano i più diffusi sistemi di autenticazione wireless, ed il fatto di trovare ancora miriade di reti wifi private aperte, è soltanto dovuto alla mancata conoscenza di questi sistemi di sicurezza, chiudere una rete Wireless evitando di renderla accessibile a tutti e con essa anche i nostri dati, è un'operazione piuttosto banale, basta conoscere quali sono i metodi di autenticazione wireless e come essi implementino la crittografia, scegliendo così quello che rappresenta il miglior compromesso tra sicurezza e velocità di connessione per il nostro sistema.

 

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Ottenere informazioni sulla propria configurazione TCP/IP con il comando ipconfig

di: Giorgio Borelli - del: 15 May 2010
Filed Under: Reti

Il comando DOS ipconfig per conoscere le informazioni sulla propria configurazione IP di WindowsPer conoscere tutte le informazioni della propria configurazione TCP/IP di Windows non c'è strumento più idoneo del comando dos ipconfig.

 

Sicuramente dall'aspetto vetusto rispetto alle modernissime interfacce grafiche, ma il vecchio e caro ipconfig, lanciabile da riga di comando, risulta insostituibile quando desideriamo avere tutte le informazioni sulle schede di rete e la loro configurazione presenti sulla nostra macchina Windows.

 

Tramite il comando ipconfig infatti siamo in grado di conoscere per ogni scheda di rete, l'indirizzo IP assegnato, la subnetmask, il gateway, l'indirizzo MAC, i server DNS, se è abilitato o meno il DHCP ed altro ancora; con le sue numerose opzioni è uno strumento davvero indispensabile per operare sulle reti TCP/IP basate su sistemi Windows.

 

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Cos'è la Tecnologia RAID

di: Giorgio Borelli - del: 12 May 2010
Filed Under: Hardware, Recovery, Windows

Tecnologia RAID con configurazione 1Con l'acronimo RAID (redundant array of inexpensive disks) si suole indicare quella tecnologia che prevede una particolare configurazione di più dischi fissi, costituenti a livello logico una singola unità logica, col fine di distribuire i file su più dischi per aumentare l'affidabilità e la robustezza del sistema, che in caso di guasto consentirebbe un recovery più sicuro evitando così gravose perdite di dati.

 

La tecnologia RAID offre pertanto una maggiore affidabilità a scapito di una piccola diminuzione delle prestazioni, ed essa è configurabile in sei livelli, da 0 a 5, i livelli 0, 1 e 5 sono particolarmente usati per sistemi di database.

 

La tecnologia RAID può essere implementata sia a livello software che hardware, in quest'ultimo caso bisogna dotare la macchina di un controller RAID per la gestione dei dischi, mentre via software è il sistema operativo o quello di database a gestire il tutto con prestazioni però minori. Ognuno dei sei livelli della tecnologia RAID implementabili comporta una serie di vantaggi e svantaggi, alcuni sono più sicuri, altri più performanti e così via, tutti però tendono a perseguire la tolleranza degli errori e l'affidabilità del sistema.

 

Andiamo a vedere le tre tecnologie RAID maggiormente usate, ovvero RAID 0, RAID 1 e RAID 5, tutte supportate via software da Windows.

 

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Early Binding o Late Binding quale dei due implementa il Polimorfismo?

di: Giorgio Borelli - del: 11 May 2010
Filed Under: Programmazione

tecniche di programmazione OOP per implementare il polimorfismoChi mastica OOP (Object Oriented Programming - Programmazione orientata agli ogetti) sà bene cosa sia il Polimorfismo, il quale costituisce uno dei tre pilastri fondamentali della OOP, gli altri due sono l'Eredità e l'Incapsulamento.

 

Per Polimorfismo s'intende la capacità di classi derivate d'implementare lo stesso metodo della classe madre con comportamenti diversi, infatti polimorfico deriva dal greco e letteralmente significa "avere molte forme". I linguaggi procedurali come il Pascal o il C sono "monomorfi", in quanto le loro funzioni implementano un solo tipo o meglio un solo comportamento, con linguaggi OOP quali C#, VB.NET, Java o lo stesso C++ il concetto di polimorfismo (strettamente legato al tipo) assume concettualmente un'importanza fondamentale in quanto consente di approssimare la realta con maggiore efficacia, con il Polimorfismo infatti possiamo mandare agli oggetti (instanze di classi) lo stesso messaggio ed ottenere da essi comportamenti diversi, sul modello della vita reale, in cui termini simili determinano azioni diverse, in base al contesto in cui vengono utilizzati.

L'obiettivo principale del Polimorfismo è quello di aggiungere flessibilità e favorire il riuso del codice (in questi casi non potremmo fare affidamento sul compilatore per scoprire errori di uso dei tipi nella compilazione).

 

Ma come implementare il Polimorfismo nella programmazione ad oggetti? E cosa sono il late binding e l'early binding? E come sono legati al polimorfismo?

 

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Come configurare Visual Studio per compilare in Debug o Release

di: Giorgio Borelli - del: 06 May 2010
Filed Under: Visual Studio

Impostare le opzioni di compilazione in debug o release per un progettto di Visual Studio

Quando si crea un programma, sia questo una libreria, un'applicazione per console o un programma stand-alone con relativo file eseguibile, il codice sorgente per poter essere eseguito deve essere compilato (o interpretato) in modo da trasformarsi in codice macchina ed essere così processato.

 

Le modalità con cui è possibile compilare un programma sono due: compilazione in Debug e compilazione in Release. La prima è una particolare modalità di compilazione che consente allo sviluppatore di analizzare codice e variabili a run-time, tramite degli appositi break-point posti nel codice il programmatore può intercettare il flusso del programma in esecuzione ed analizzarlo, consentendogli così di risolvere eventuali bug e/o apportare migliorie.

La modalità di compilazione in debug, risulta estremamente utile, se non indispensabile per ogni programmatore, che la gestisce tramite il proprio IDE di sviluppo, che nel nostro caso è Visual Studio. D'altro canto però la compilazione in debug, comporta un sovraccarico del codice ed impegna maggiormente le risorse, anche a causa dei break-point che ne consentono l'analisi. Il codice compilato in debug risulta pertanto più pesante e gira più lentamente di uno compilato in Release, quest'ultima modalità di compilazione viene usata infatti quando il programma o le librerie devono essere rilasciate; libero di ogni break-point, il codice viene inoltre ottimizzato al massimo per il suo deployment (messa in opera), aumentandone le prestazioni e la velocità di esecuzione. Quindi possiamo dire che si compila in debug durante lo sviluppo ed in release prima del rilascio.

 

I concetti qui esposti sono pane quotidiano per uno sviluppatore, ed è quasi banale parlarne, quello su cui vorrei invece porre l'attenzione è su come configurare l'IDE Visual Studio per una compilazione in debug o release. L'esigenza di chiarire queste opzioni di configurazione per la compilazione in Visual Studio, nasce dal fatto che nelle versioni Express, quale Visual C# Express, la modalità di compilazione settata di default è quella in Release, e non viene mostrata o è resa inattiva l'opzione di compilazione in Debug, e la voce per attivarla non è proprio sotto il naso, allora come fare per configurare Visual Studio Express in modo che sia possibile compilare sia in Debug che in Release?

 

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Installare Microsoft Sql Server Management Studio Express 2008

di: Giorgio Borelli - del: 04 May 2010
Filed Under: database, Sql Server

Installare Microsoft Sql Server Management Studio Express 2008Nell'ultima versione del database di casa Microsoft, il Sql Server 2008, tutto il processo d'installazione, prerequisiti, documentazione e quant'altro viene gestito tramite un comodo installer con un menù in stile web, sia che Sql Server 2008 sia nella versione Standard (a pagamento) che nella versione Express.

Chi usa Microsoft Sql Server, sicuramente conosce e fà uso dell'IDE (lo strumento grafico) per la gestione dello stesso RDBMS Sql Server, noto come Microsoft Sql Server Management Studio (SSMS), uno strumento indispensabile per gestire e sviluppare i propri database.

 

Il Microsoft Sql Server Management Studio Express 2008 (SSMSE) può essere installato assieme all'istanza di Sql Server 2008 oppure come pacchetto separato sempre tramite lo stesso installer di Sql Server, in quest'ultimo caso l'installazione di SSMSE può risultare di non immediata intuizione, in quanto l'installer di Sql Server non ci mostra una voce specifica per il suo setup.

 

Anche un utente più smaliziato di Sql Server, potrebbe trovarsi un'attimino disorientato di fronte questa inutile complicazione per l'installazione del Management Studio Express, fortunatamente la soluzione è molto semplice, e basta affidarsi al solito installer di Sql Server 2008, andiamo a scoprire allora quali sono i passi da seguire per l'installazione di Sql Server Management Studio Express 2008 successivamente all'installazione di Sql Server.

 

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Come disinstallare Windows PowerShell

di: Giorgio Borelli - del: 30 April 2010
Filed Under: .NET framework, Windows

logo del prompt di Windows Power ShellWindows PowerShell è una shell creata da Microsoft per gestire i sistemi Windows completamente da riga di comando, molto più potente del classico prompt dei comandi basato sulla vecchia shell MS-DOS.

 

Windows PowerShell, il cui nome in codice è Monad, è una shell dalla quale è possibile eseguire script orientati agli ogetti, basata sul .NET Framework (dalla versione 2.0), ed è supportata dai Sistemi Operativi Windows a partire da Windows XP in poi. Per XP e Vista viene rilasciato come aggiornamento, mentre in Windows 7 è preinstallato di default con il SO. Molto utile per gli amministratori di sistema ed i professionisti IT, Windows PowerShell risiede anche nei sistemi server, come Windows Server 2003 e Windows Server 2008, tramite i suoi comandi, detti cmdlet, non solo è possibile eseguire tutte le funzioni svolte dall'interfaccie grafiche di windows (GUI), ma si possono scrivere script (basati sui linguaggi ad oggetti) che consentono di personalizzare ed automatizzare l'uso di Windows.

 

Dopo questa premessa, è chiaro che Windows PowerShell, rappresenta uno strumento avanzato, utile per lo più ai sistemisti windows che ai normali utenti fruitori dei servizi di uso quotidiano del computer; pertanto questo risulta praticamente inutile a chi non sà cosa farne o addirittura non sappia nemmeno cosa sia.

 

Se non ne facciamo uso, possiamo allora disinstallare windows powershell dal nostro sistema, ma questo non presenta alcuna voce di "uninstall" nè tantomeno compare tra l'elenco dei programmi installati richiamabile dal pannello di controllo, come fare allora per disinstallare Windows Powershell? La soluzione è pressochè banale, andiamo a vedere come fare.

 

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Come cambiare l'indirizzo IP assegnato dal DHCP

di: Giorgio Borelli - del: 29 April 2010
Filed Under: Reti

Stato di Connessione di rete con indirizzo IP assegnato dal DHCP dinamicamenteDeterminati problemi di rete, sono davvero inspiegabili, improvvisamente il PC scompare dalla LAN, non permettendoci più di usare le risorse di rete e di navigare in internet.

 

Qual'è la causa? Probabilmente si ha un'indirizzo IP dinamico assegnato dal DHCP che fà un pò i capricci, per risolvere basta molte volte farsi assegnare un nuovo IP dal DHCP (Dynamic Host Configuration Protocol).

 

Innanzi tutto accertiamoci che abbiamo un'indirizzo IP dinamico, clicchiamo due volte sui computerini in basso a dx del nostro desktop, e dalla scheda "Stato di Connessione della rete" che comparirà, ci spostiamo sulla tab "Supporto", nella prima voce "Tipo Indirizzo" viene specificato se è stato Assegnato da DHCP o è di tipo statico (assegnato manualmente), come si vede nella figura a fianco. Se invece voglimo cambiare l'assegnazione dell'indirizzo IP, da statico a dinamico o viceversa, basta raggiungere la scheda proprietà del protocollo TCP/IP dalla proprietà della nostra Rete LAN ed impostare la configurazione desiderata, per vedere come fare potete leggere "Come configurare una rete LAN".

 

Per farci assegnare invece un nuovo Indirizzo IP dal DHCP possiamo perseguire due strade, una via dos ed una tramite interfaccia windows, andiamo a scoprire come fare

 

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Come bloccare le porte USB per evitare il furto di dati sensibili

di: Giorgio Borelli - del: 24 April 2010
Filed Under: Sicurezza Informatica

Bloccare le porte USBCon la sempre maggiore diffusione del formato elettronico, l'importanza delle informazioni conservate nei nostri computer risulta cruciale per la nostra vita, password, codici di carte di credito, documenti, bilanci, contatti di lavoro e molto altro ancora, possiamo dire che parliamo di dati sensibili.

 

Preservare e proteggere queste informazioni, assieme alla propria privacy è uno degli aspetti prioritari che ogni privato, azienda o professionista deve tenere in considerazione al giorno d'oggi dove tutto e condiviso. Il furto di dati sensibili, purtroppo è una realtà che affligge milioni di vittime ogni giorno, con truffe colossali, tanto per citarne una ricordiamo il Phishing, la subdola tecnica che mira a rubare spesso il numero di conto corrente reindirizzando gli utenti a siti trappola tramite l'invio di email fasulle. Fortunatamente difendersi dal Phishing, non è poi così difficile, nostro malgrado però le tecniche per sottrarre dati non si fermano al solo invio di email false, e peggio ancora non provengono esclusivamente dal mondo d'Internet, spesso la minaccia si cela proprio dietro le nostre mura, soprattutto in ambito aziendale infatti non è raro trovare casi di furto di dati ad opera di dipendenti frustrati o colleghi invidiosi.

La facilità con cui è possibile condividere e trasportare dati, consente a chiunque di prelevare informazioni riservate dai nostri pc, basta inserire una pen drive in una porta USB, ed in pochi secondi copiare centinaia di Mb di dati, che comodamente usciranno fuori dalla nostra azienda e dal nostro controllo, i danni che ci possono essere recati con delle nostre informazioni vitali in mano di qualche male intenzionato sono inimagginabili.

 

Come fare allora per evitare che un dipendente senza scrupoli, o un "non addetto ai lavori", possa copiare tramite pen drive (o altro device) i nostri dati? Una possibile soluzione è quella di bloccare le porte USB a chi non è autorizzato, andiamo a scoprire come fare.

 

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Compilatori ed Interpreti

di: Giorgio Borelli - del: 22 April 2010
Filed Under: .NET framework, Programmazione

Scelta di un Compilatore a riga di comando

Quando si realizza un software, il programmatore detta le istruzioni al computer tramite la scrittura di un codice sorgente in un determinato linguaggio di programmazione. Il codice sorgente però non è direttamente eseguibile dalla CPU (Central Processing Unit), è necessario “tradurlo” in linguaggio macchina, ossia un file binario contenente microistruzioni gestibili dal processore. Inoltre diverse architetture di processori prevedono linguaggi macchina differenti.

 

La traduzione viene compiuta in maniera del tutto automatica, con opportuni programmi detti, Compilatori ed Interpreti, ognuno con le proprie caratteristiche, vantaggi e svantaggi. A seconda di come il linguaggio di programmazione viene tradotto nel linguaggio macchina, si parla dunque di linguaggi compilati e linguaggi interpretati.

 

Andiamo quindi a scoprire le principali differenze tra linguaggi compilati ed interpretati, quali processi seguono per generare il codice macchina sino ad arrivare alla creazione dell'eseguibile.

 

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Le Novità introdotte con il rilascio di Visual Studio 2010 e del .NET framework 4.0

di: Giorgio Borelli - del: 21 April 2010
Filed Under: .NET framework, Visual Studio

Le novità di Visual Studio 2010 e del .NET framework 4.0Non sono solito recensire le ultime news dal mondo dell'informatica, ma questa, anche se sono già in ritardo, merita una menzione speciale, anche perchè ci riguarda da vicino.

 

Sebbene con un piccolo spostamento rispetto alla data ufficiale (22 Marzo), il 12 Aprile è stato rilasciato ufficialmente il nuovissimo Visual Studio 2010, stiamo ovviamente parlando dell'ultimissimo IDE (Integrated development environment) di casa Microsoft, il quale porta in dote niente po po di meno che l'ultima versione della piattaforma di sviluppo preferita, ovvero il framework.NET 4.0.

 

Giustamente la curiosità, le pretese, e le aspettative su questo nuovo ambiente di lavoro sono tante, andiamo a fare pertanto una breve panoramica sulle novità principali introdotte con il rilascio di Visual Studio 2010 e del .NET framework 4.0.

 

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Come Intercettare un controllo ASP.NET all'interno della riga di una GridView in Edit Mode

di: Giorgio Borelli - del: 17 April 2010
Filed Under: ASP.NET

Evento RowUpdating di una GridView per intercettare un controllo ASP.NET all'interno della riga di una GridView in Edit Mode

 

Una delle esigenze molto sentite tra gli sviluppatori ASP.NET è quella di poter gestire ed avere il pieno controllo della GridView, un controllo molto usato per la presentazione, la paginazione e la modifica di liste di dati.

 

Tramite il controllo GridView di ASP.NET pertanto è facile gestire liste di dati, la GridView infatti presenta tutta una serie di proprietà che consentono con facilità di formattare, paginare e gestire le "liste". La GridView consente inoltre di gestire i dati sia in "Presentation Mode" che in "Edit Mode", quest'ultima modalità risulta comoda per l'aggiornamento (update) di un record rappresentato dalla singola riga della GridView, le cose si complicano un pò però quando si cerca di avere il controllo completo su un elemento asp.net all'interno della riga della GridView, in source view infatti non riusciamo ad accedere al controllo tramite il suo ID poichè non viene visto dalla classe Page in quanto "mascherato" all'interno della GridView stessa.

 

Come fare allora per accedere ai controlli specificati nelle righe di una GridView di asp.net in Edit Mode? Dobbiamo sfruttare l'Evento Row_Updating e scrivere qualche riga di codice per intercettare la riga selezionata e l'ID del controllo interessato, andiamo a scoprire come fare.

 

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Boxing e Unboxing

di: Giorgio Borelli - del: 15 April 2010
Filed Under: .NET framework, C#

Cos'è il boxing e unboxing del .NET frameworkIl Common Language Runtime (CLR) del .NET framework è in grado di eseguire applicazioni scritte in uno qualsiasi dei linguaggi supportati dalla piattaforma, quali C# o VB.NET, anche misti fra loro, questo è possibile grazie al Common Type System (CTS), ovvero l'insieme comune e condiviso dei tipi all'interno del framework.

 

In altre parole, ad esempio, il tipo int di C# ed integer di VB, durante l'esecuzione non sono altro che il tipo comune System.Int32 del framework.NET, tutto questo sempre ammesso che i linguaggi utilizzati soddisfino determinate specifiche (CLS - Common Language Specification) che li rendano compatibili con quelli comuni del framework.

 

Fatta questa premessa dovuta per avere un quadro più completo dell'argomento, diciamo che tra i tipi comuni del CLR, vi è un tipo generico da cui derivano tutti gli altri, il tipo System.Object, infatti si suole dire che nel .NET framework qualsiasi cosa è un'oggetto, sia questo un tipo intero, booleano o una classe stessa. La possibilità di avere un tipo generico che rappresenti qualsiasi dato all'interno del nostro programma ci consente di usarlo per potergli associare un qualsivoglia oggetto, sia esso un Tipo Valore o Tipo di Riferimento. Ad un primo impatto questo approccio potrebbe risultare molto comodo, uso solo tipi Object, e l'applicazione gira ugualmente, fregandomene della definizione dei tipi e della loro opportuna gestione.

 

Ma siamo certi che questo approccio sia corretto, purtroppo no, usare un tipo Object generico porta ad un decadimento delle prestazioni dell'applicazione, poichè avvengono le operazioni di Boxing e Unboxing per la conversione dà Tipi Valore a Tipi di Riferimento e viceversa, andiamo quindi a scoprirne di più su cosa avviene nelle operazioni di Boxing e Unboxing.

 

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Differenze tra Tipi di Valore e Tipi di Riferimento

di: Giorgio Borelli - del: 14 April 2010
Filed Under: C#, Programmazione, .NET framework

Le principali caratteristiche e differenze tra i tipi di valore ed i tipi di riferimento del .NET frameworkI linguaggi supportati dal .NET framework quali C# e VB si dice che sono strongly-typed, ossia fortemente tipizzati, in parole povere ogni variabile od oggetto dichiarato all'interno del programma deve definire un tipo e lo deve rispettare (pena un errore di compilazione).

 

Pertanto un tipo descrive le caratteristiche dell'informazione che esso dovrà andare a rappresentare all'interno del programma a mezzo di una variabile, sia esso un numero, una sequenza di caratteri od oggetti più complessi come istanze di classi, in ogni caso ogni elemento all'interno di un programma sviluppato col .NET framework deve essere dichiarato a mezzo di un tipo e ne deve rispettare le funzionalità durante l'uso.

 

I tipi non si differenziano però solo per il dato che rappresentano, ma anche per la gestione che di questi se ne fà in memoria. All'interno del .NET framework, o meglio del CLR (Common Language Runtime) sono definite due categorie di tipi, i Tipi di Valore (Value Types) e Tipi di Riferimento (Value References), l'una e l'altra categoria presenta le proprie caratteristiche e soprattutto ha un diverso metodo di allocazione della memoria, per chi vuole iniziare a programmare in .NET non può prescindere dalla conoscenza di queste nozioni di base relative ai tipi per valore e per riferimento, andiamo a vedere pertanto le principali caratteristiche e differenze.

 

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Consigli e trucchi per navigare velocemente tra le Risorse di Rete

di: Giorgio Borelli - del: 10 April 2010
Filed Under: Hack, Reti

Come navigare velocemente tra le risorse condivise in reteNel precedente articolo avevamo visto le nozioni di base per usare una rete domestica in ambiente Windows, condividere o rendere una cartella privata in rete è semplicissimo, basta fare tasto dx su di essa e scegliere proprietà ed abilitare la condivisione dall'opportuna scheda, settando eventualmente anche gli opportuni permessi.

 

Ma come si fà ad accedere alle risorse condivise in rete? Basta andare in start -> Risorse di Rete, tutto quà direte voi, beh si accedere alle risorse in rete è davvero banale, ci sono però alcuni trucchi e scorciatoie per raggiungere le risorse condivise che non tutti conoscono, i quali permettono di risparmiare una notevole quantità di tempo e muoversi agevolmente nella rete.

 

Andiamo a scoprire dunque quali sono i metodi per accedere alle risorse di rete, dai più semplici sino a qualche trucchetto da vero geek.

 

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Come configurare ed usare una rete LAN in Windows

di: Giorgio Borelli - del: 09 April 2010
Filed Under: Reti, Windows

Assegnare un indirizzo IP statico in una rete WindowsDopo aver speso tempo e denaro per costruire la propria rete domestica, acquistando router, schede di rete, cavi ethernet e chi più ne ha più ne metta, è giunta finalmente l'ora di usarla, e di far comunicare i computer tra loro condividendo file, stampanti e risorse.

 

Sebbene il cablaggio e l'implementazione di una rete LAN possano costituire l'aspetto più oneroso sotto tutti i punti di vista, per la realizzazione della propria rete domestica, non è da sottovalutare la seconda parte dell'implementazione di una rete, ovvero la configurazione dei PC in rete ed il loro corretto utilizzo.

 

Riferendoci all'uso dei PC in rete in ambiente Windows, andiamo a scoprire quali sono i punti fondamentali per aggiungerli, configurarli ed usarli all'interno della nostra rete domestica.

 

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